28 settembre 2007

Labirinti


Presente tra i più antichi simboli apotropaici, il labirinto è, tra l’altro, destinato ad arrestare e disorientare l’intruso che non potrà proseguire finché non avrà trovato la via che ne raggiunge il centro. E’ lo scopo dei labirinti disegnati sulle porte delle case indiane per impedire l’accesso agli spiriti. Interessante è la notazione riportata da Hermann Kern (Labirinti, Feltrinelli, Milano, 1981) sulle modalità di esecuzione e sui significati magici di queste rappresentazioni:
“…disegni come questo vengono tracciati talvolta sulla soglia di casa e quindi all’esterno della casa stessa, sulla via soprattutto nell’India sudorientale, nella regione del Tamil. Essi vengono eseguiti solo da donne indù, prima del levar del sole; e solo nel margalì , il mese infausto dei Tamil (dalla metà di dicembre alla metà di gennaio), ossia quando si suppone – dopo il solstizio invernale – che il sole debba morire… Per l’esecuzione del disegno viene scelta una superficie – di un metro quadrato circa – che viene lavata con acqua, e spruzzata ancora umida con polvere bianca (gesso, calce, farina) dalla donna di casa, che disegna in tal modo una linea dal tracciato labirintico. Questa operazione viene ripetuta nel mese di margalì ogni mattina prima del levar del sole; non si pone alcuna cura nel tentare di conservare il disegno, che va ben presto distrutto; ciò dimostra che la sua efficacia non si esplica al livello ottico; in realtà si tratta di una magia apotropaica, come risulta dalla localizzazione temporale e spaziale del disegno, così come dal tracciato stesso”.

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