11 ottobre 2007

"Centro-città"


"Le città quadrangolari, reticolari (Los Angeles, per esempio) producono, così si dice, un disagio profondo: esse feriscono in noi un senso cenestesico della città, il quale esige che ogni spazio urbano abbia un centro in cui andare, da cui tornare, un luogo compatto da sognare e in rapporto al quale dirigersi e allontanarsi, in una parola, inventarsi. Per molteplici ragioni l'Occidente ha fin troppo ben compreso questa legge: tutte le sue città sono concentriche; ma, conformemente al movimento stesso della metafisica occidentale, per la quale ogni centro è sede delle verità, il centro delle nostre città è sempre pieno: luogo contrassegnato, è lì che si raccolgono e si condensano i valori della civiltà: la spiritualità (con le chiese, il potere (con gli uffici, il denaro (con le banche), le merci (con i grandi magazzini), la parola (con le "agorà": caffè e passeggiate). Andare in centro vuol dire incontare la "verità" sociale, partecipare alla pienezza superba della realtà."
R. Barthes, L'impero dei segni

1 Comments:

At 10/11/07 21:41, Blogger Riccardo said...

Mi dicono che anche Torino sia a reticolo. Alcuni mi hanno detto che i torinesi sono tristi; giorni fa qualcuno mi ha detto che la città è inquietante. Anni fa, girandola in macchina con mio papà che ha sempre avuto senso di orientamento, finivamo per passare sempre per lo stesso ponte.
In altra circostanza, qualcuno mi disse che la gente che vive in montagna ha difficoltà a muoversi per la città, perché le mancano riferimenti consueti: il monte, il campanile, la discesa al fiume.
I riferimenti cittadini, mi sembra, sono più concettuali. A parte uno scampanio o una torre in certi punti, i centri di attrazione sono conosciuti dagli abitanti e vanno ricercati dagli altri. Sono parte delle relazioni più che centri fisici e se hanno una riconoscibilità di forme, questa è frutto della funzione. Come per gli organismi viventi.
Questo mi ricorda che certe città costruite a tavolino: Brasilia, i centri del socialismo reale, quartieri un po' dovunque; hanno proprio difficoltà a decollare perché mancanti dello "spirito vitale" che fa la differenza tra ciò che è "animale" (appunto), "animato" e ciò che non lo è.

 

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