01 febbraio 2009

An angel passes


Come Giano nel mondo romano anche in quello greco un dio dalle molte facce presiede le porte: Hermes. I suoi epiteti sono puledòkos, colui che ronza attorno a le porte, pulaios e thuraios, aggettivi entrambi derivanti da “porta”. Insieme ad Hestia abita, come recita l’inno omerico ad Hestia, “…nelle belle dimore degli uomini che vivono sulla superficie della terra, con sentimenti di mutua amicizia”.
Mentre Hestia è il focolare circolare, il centro attorno al quale la casa si radica nella terra, Hermes è la transitabilità della soglia: “Non c'è niente, in lui, di fisso, di stabile, di permanente, di circoscritto, né di chiuso. Egli rappresenta, nello spazio e nel mondo umano, il movimento, il passaggio, il mutamento di stato, le transizioni, i contatti tra elementi estranei. Nella casa, protegge la soglia, respinge i ladri perché è lui stesso il Ladro [...], per il quale non esistono né serrature, né recinto, né confine”. (J. P. Vernant, ”Hestia-Hermes. Sull’espressione religiosa dello spazio e del movimento presso i Greci”, in Mito e pensiero presso i Greci, pp. 147-200, To, 1978.)
Nel mondo romano a Hermes corrisponde Mercurio legato prevalentemente all’ambito dei commerci, ma considerato anche il padre dei Lari nati in seguito alla violenza su Tacita Muta durante il viaggio verso l’oltretomba.
Hermes, presente alle porte delle città, ai confini degli stati, agli incroci delle vie, deve forse il suo nome agli hermaion, mucchi di pietre che si trovano ai margini delle vie e su cui ogni passante aggiunge una pietra. Hermes, che conosce bene le strade e si orienta nelle tenebre, presiede anche alle tombe, porte del mondo infero: suo è il compito di portare i morti nell’aldilà ed essendo una divinità ubiquitaria cui è concesso circolare liberamente tra i due mondi, è anche addetto a riportarli tra i vivi. Banditore, commerciante, dio errante, padrone delle strade, introduce una dopo l'altra le stagioni ed è responsabile del passaggio dalla veglia al sonno e dal sonno alla veglia. Invisibile, governa e può provocare i cambiamenti di stato, l’imprevedibile, la sorte, sia essa buona o cattiva, e può essere ovunque: al cadere improvviso di una conversazione i Greci dicevano “Passa Hermes”, a significarne l’invisibilità, l’ubiquità, la sfuggevolezza, l’astuzia e, curiosamente, nel mondo anglosassone nello stesso frangente si dice tuttora: “E’ passato un angelo”. Da vero nume del passaggio Hermes è passato di epoca in epoca senza subire la crisi della religione classica che investe, invece, tutte le altre divinità olimpiche, e sopravvive anche con il cristianesimo. Il periodo ellenistico lo vedrà tornare in auge, assimilato a Thot e a Mercurio, e come Ermete Trismegisto, continuerà a sopravvivere attraverso l’alchimia e l’ermetismo almeno fino al XVII secolo. 

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2 Comments:

At 9/2/09 14:43, Blogger LEO said...

Splendido.

Leo

 
At 6/7/09 10:57, Blogger amelia maria said...

hai detto tutto
VANTH VAS VALE ETH VAS THEPRES
amelia maria mari

 

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